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Riflessione Ottobre 2021 / Impuls Oktober 2021

Motto del mese/ Motto des Monats

18Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato […] a proclamare ai prigionieri la liberazione […]; a rimettere in libertà gli oppressi, 19a proclamare l’anno di grazia del Signore (Lc 4,18-19).

 

Riflessione del mese / Impuls des Monats

Cari fratelli e sorelle,

È il nostro secondo Capodanno festeggiato con la paura, l’incertezza e la confusione nell’animo (la dimensione psico-affettiva) e nell’anima. Ed è il secondo anno nuovo che dobbiamo iniziare a percorre confrontando ancora una volta il Covid-19. Alcuni di noi si sono lasciati prendere dal panico e dalla propaganda mediatica eccessiva a volte- fatta anche con buona fede per proteggere i gruppi vulnerabili- perdendo allo stesso momento la loro capacità di discutere e comunicare con l’altro senza giudicarlo: è lui/lei, il colpevole del virus? È lui/lei il pericolo? Ecc. Anche noi pastori, operatori pastorali e Chiesa, ci troviamo obbligati ad escludere parrocchiani dalle nostre liturgie, giacché non sono conforme alle leggi sanitari, dettate dallo stato e dalle regioni.

Di certo nessuno di noi avrebbe voluto inaugurare ancora una volta l’anno nuovo in questo modo. La sfida, certo, non è facile, anzi è dolorosa sul piano psico-affettivo di tutti noi. 

Chiaramente siamo chiamati tutti alla cautela, alla prevenzione e alla precauzione. Tuttavia, siamo chiamati anche ad essere attenti a certe dinamiche non sane che si evincono da tale situazione: Il tempo alla nostra disposizione in questa dimensione è poco; Quest’anno appena iniziato, presto presto finirà, e così via il ciclo corre, vivendo sempre più nelle tenebre della paura e dell’auto-isolamento, anziché continuare a costruire ponti con l’altro, per poter continuare questo viaggio nello spazio e nel tempo corto insieme.

La cautela non significhi paura, e la precauzione non debba indurci nel panico, bensì siamo chiamati ed essere intelligentemente cauti, trovando sempre altre e più vie per comunicare con l’altro.

Un’altro anno di pandemia, se notiamo, ci ha stancato piuttosto al livello psicologico che veramente a quello fisico. Questa pandemia ci ha fatto scoprire le nostre debolezze e le nostre fragilità, poiché che profitto abbiamo noi uomini e che guadagno ne traiamo di questa reazione di panico ed isteria generale? due giorni/anni in più, imprigionati ed isolati?

Che cosa avrebbe detto oppure fatto Gesù, fosse stato tra di noi?

“Non abbiate paura (Mt 14,27)” o anche 18Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, 19 a proclamare l’anno di grazia del Signore (Lc 4,18-19).

Lasciamo che quest’anno nuovo, sia l’anno del caminare insieme, dell’appoggiarsi a vicenda, avendo cura l’uno dell’altro strada facendo. Cerchiamo di trasformare quest’anno in un anno di grazie mediante più solidarietà e comunicazione anziché un anno di pandemia.

 

P. Marwan Youssef

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